La lunga vita della zanzara tigre
Ormai chiunque conosce la famigerata e rompiballe zanzara tigre: negli ultimi anni abbiamo assistito a un continuo crescendo dell’interesse mediatico attorno a questa specie. L’Aedes Albopictus s’è stanziata anche dalle mie parti con suo sommo piacere e con grandi rogne da parte dei cittadini.
Devo comunque essere sincero: pensavo peggio! L’amministrazione comunale ha puntualmente assolto al proprio compito di sviluppare dei trattamenti antisettici, così da bonificare la zona. Il territorio, ricchissimo di corsi d’acqua, di stagni, di acquitrini, di fossi, di fontane, si presta benissimo all’insediamento di questa insopportabile zanzara. E, a parte qualche giornata di difficoltà, ammetto che non ho avuto particolari problemi.
Le zanzariere di casa mi hanno permesso sempre sonni decisamente al riparo da attacchi di qualsivoglia insetto. Il basilico e le essenze cresciute sui vasi delle finestre del piano terra hanno garantito una efficace barriera naturale alle zanzare. I girasoli e i fiori del giardino hanno (per fortuna) richiamato molte api, a contendere l’etere alle tigri dell’aria.
Insomma… tutto tranquillo.
Stamattina, però, una zanzara tigre pare avermela giurata a nome di tutta la sua specie: non mi ha dato tregua per oltre un’ora. L’ho scovata nel mio studio, ho provato ad ucciderla subito, ma non ci sono riuscito. Ho provato ad attirarla con della frutta, ma non è cascata nel mio tranello. L’ho finanche sfidata, offrendole, inerme, interi pezzi di pelle su cui posarsi, per poi intrappolarla e schiacciarla alla prima occasione utile.
Niente di tutto ciò m’è riuscito.
Ha volato attorno al mio corpicino per un bel po’, quasi con aria di sfida. Ogni volta che mi avvicinavo per attaccarla, scappava dal mio raggio d’azione, posandosi poi poco distante. A un certo punto, ho pensato che a mali estremi debbano sempre corrispondere estremi rimedi: tant’è che mi sono spruzzato un po’ di autan addosso e ho atteso gli eventi.
Ebbene, nonostante la nauseante essenza alla citronella della lozione antipuntura, l’essere bianconero striato s’è posato sul mio bicipite. L’ho guardata per un attimo quasi inebetito: com’era possibile che riuscisse a sopportare quell’odore? Non contento, le ho fatto un’ulteriore doccia con l’autan, ma la zanzara ha resistito.
Li mi è scattato qualcosa dentro: uno spirito competitivo contro la zanzara che mi ha portato a volerla annientare. Probabilmente rincoglionita dalla doccia d’autan, la zanzara non riusciva a muoversi e io ho sfruttato l’occasione per colpirla con inaudita violenza, dimenticandomi anche del dolore che mi stavo procurando poiché l’insetto volante era pur sempre appollaiata sul mio bicipite.
Niente da fare: viveva ancora.
Altro autan, altra scoppola, l’ho addirittura spazzata via.
Finita sul tavolo, però, s’è rotolata su se stessa per un po’ e poi ha ripreso, seppur incertamente, il proprio volo. L’ho inseguita. Altra spruzzata d’autan, l’ho schiacciata con un vocabolario da 1300 pagine. E ancora viveva!!! Spargeva sangue dappertutto (fa impressione vedere il sangue che sgorga da quegli esserini, anche se quello stesso sangue potrebbe anche essere quello che ha succhiato a me), ma non voleva saperne di andarsene al creatore.
Fintantoché, roteando attorno al proprio asse, s’è lasciata cadere a terra esausta.
Per non sbagliarmi, l’ho schiacciata ancora e poi l’ho pure bruciacchiata con la fiamma dell’accendino.
Mi sono sentito come un personaggio di quei film dell’orrore, ma l’aver vinto una strenua battaglia con quell’esserino mi ha fatto comprendere il motivo per cui le zanzare tigre stanno popolando mezzo mondo. Hanno una resistenza clamorosa e capacità di adattamento senza pari alle varie condizioni, anche quelle più complicate.
Neanche i nostri politici sono così risoluti nel conservare la propria esistenza…
Mandi
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