Presidente Napolitano, mi consenta…
Egregio illustre Dottor Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana
Le scrivo per chiederLe una legale concessione, con la speranza che possa valere come riserva di legge.
Le chiedo una chiara dispensa presidenziale per far valere l’ordine costituito nella mia località di residenza. Le chiedo la possibilità di utilizzare un bel fucile a doppia canna o un’arma da fuoco convenzionale e regolarmente registrata. Alla luce del recente decreto “Alfano” sull’immunità alle principali cariche dello Stato, Le chiedo un’estensione anche al mio riguardo: non per presunzione mia, sia mai!, ma per oggettiva necessità.
Non intendo con tali armi rendermi partecipe di alcun delitto efferato, né di atti di delinquenza ai danni della collettività onesta e rispettosa delle leggi. Le garantisco la mia parola al riguardo.
Intendo far valere l’ordine costituito contro le persone che, cazzeggiando alle due di notte sotto casa mia, si rendono protagonisti di schiamazzi, urla, chiacchiere ad alta voce che denigrano gli abitanti del luogo considerandoli “vecchi contadinotti che tanto sono già a dormire“.
Intendo far valere l’ordine costituito contro le persone che lasciano bottiglie vuote sui davanzali di casa mia e cicche spente nei vasi di fiori che ogni giorno coltivo per abbellire un luogo che altri disprezzano, considerando i ruderi che mi circondano.
Intendo far valere l’ordine costituito contro le persone che parcheggiano l’automobile sul mio passo carraio (per il quale pago regolarmente le tasse), impedendomi di uscire.
Intendo far valere l’ordine costituito contro i camionisti che, nonostante un espresso divieto, continuano imperterriti a transitare su strade a loro interdette, passando sopra a marciapiedi, schiacciando rosai con le ruote, spaccando i cordoli.
Intendo far valere l’ordine costituito contro le macchine che, nonostante l’espresso divieto di superare i 70 chilometri all’ora, sfrecciano a 120 all’ora, incuranti dell’incrocio che devono oltrepassare.
Intendo far valere l’ordine costituito contro i motociclisti che, in prossimità delle case, “sgasano” gratuitamente il motore della loro moto facendo parecchio baccano, senza averne alcun motivo tecnico o logico.
Intendo far valere l’ordine costituito contro i ragazzini che scorazzano in lungo e in largo, sedendosi in due o tre sullo stesso ciclomotore, ovviamente senza casco, riempiendo l’intera carreggiata della strada e impennando con gli stessi motorini per fare i bulli.
Individui come quelli che ho appena elencato, non possono essere considerati “fuori-legge”, perché per loro la legge non esiste. Proprio per questa ragione, egregio dottor Napolitano, Le chiedo la possibilità di usare delle armi da fuoco per estinguerli al più presto.
Bang bang: due colpi secchi e via.
Non è giusto che siano solo feriti, per dare ancora lavoro alle già oberate aziende sanitarie. Non è giusto che possano continuare a sporcare la cosa pubblica, costringendo gli operatori ecologici della municipalità a ulteriore lavoro per ripulire ciò che loro sporcano. Non è giusto che i cittadini come me debbano sopportare i casìni di lavori in corso o, peggio, di misure delimitanti transitorie o permanenti, per mettere delle pezze a ciò che distruggono, sia cosa pubblica, sia cosa privata.
Mi rendo perfettamente conto che Lei deve fronteggiare dei problemi ben più seri e rilevanti di quelli che posso lamentare io, umile individuo pagatore di tasse. Proprio per questo, è mia prioritaria intenzione sollevarLa da quest’ulteriore e, forse, fastidiosa incombenza. E non intendo occupare le preziose energie e il tempo delle Forze dell’Ordine di stanza nel territorio in cui risiedo. Le chiedo la possibilità di poterci pensare io, in maniera autonoma. Senza disturbare nessuno.
Presidente Napolitano. Glielo chiedo con il cuore: bang bang, due colpi secchi e via. Io continuerò a rispettare la legge che la Costituente ha espresso all’atto di nascita della mia Repubblica Italiana. Io continuerò a rispettare la libertà e i diritti degli individui, nella stessa misura in cui mi aspetto che anche gli altri individui rispettino la mia libertà e i miei diritti.
In secunda ratio, se il diritto di estinguere il mio prossimo non fosse legalmente possibile secondo la legge italiana (anche se a tal proposito vorrei che Lei ragionasse sul fatto che un qualsiasi automobilista scriteriato può uccidere chiunque, senza farsi un’ora di galera), Le chiedo altresì la dispensa presidenziale affinché io possa volontariamente e dentro i confini della legalità perpetrare a ognuno di quegli stupidi e maleducati imbecilli che Le ho citato poco sopra gli stessi problemi e fastidi che devo regolarmente subire io.
Le prometto e garantisco, in tal caso, che non sarà mai mia la prima iniziativa, ma mi adopererò solo ed esclusivamente in risposta a un fastidio, problema o torto da me subìto e doverosamente documentato, grazie ai moderni ritrovati della tecnica.
Certo di una Sua franca e solerte risposta, La saluto rispettosamente.
Cordialmente
fran

Lascia una Risposta