Camporella impantanata

La passione spesso conduce a soddisfare le proprie voglie…
Però, porca miseria, bada almeno a dove ti trovi a soddisfarle!

Venerdì sera, su Paradiso e su tutta la Bassa friulana, s’è abbattuto un fortunale estivo piuttosto violento, che ha finito per riempire i canali, i fossi e i corsi d’acqua e per allagare i campi più bassi. Facile immaginare che quella notte, fresca e frizzante, ho potuto dormire un sonno decisamente piacevole e non ansimato dalla calura. Peraltro, trattandosi di una notte di metà luglio, ho tenuto al solito le finestre aperte sulla campagna, sì da respirare i profumi e le essenze che solo in questo periodo dell’anno si possono apprezzare al meglio.

Solo che…. Circa all’una, il cane della vicina di casa inizia ad abbaiare.
Chi sarà mai? Qualche persona in strada? Le porte sono ben chiuse, il cancello del giardino è chiuso, però è meglio controllare. Nessuno in vista. Boh… il cane avrà notato o annusato qualche lucertolina o qualche gatto errabondo.

Poco dopo si sente in lontananza il rumore tipico di un motore che aumenta i giri…
A quest’ora?? Ma forse trattasi di qualche trebbiatrice o di qualche trattore che vogliono sfruttare la morbidezza della terra fradicia d’acqua per lavorare.
Però, il cane non smette di abbaiare. Strano…

Poco dopo si risente in lontananza il rumore del motore e stavolta tendo l’orecchio per capirci qualcosa di più: ormai sono sveglio e m’è passato anche il rincitrullimento classico di chi ha interrotto bruscamente il proprio sonno.
Sembrerebbe piuttosto una macchina… Ma chi può essere tanto scemo da entrare in un campo allagato dall’acqua e dal pantano?
Vvvvvvvvvvrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrroooooooooooooooooooommmm
Vvvvvvvvvvrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrroooooooooooooooooooommmm
Essì, sembra proprio una macchina impantanata le cui ruote girano a vuoto. Ma dai… non è possibile che ci sia gente così idiota! Eppoi, dalla mia finestra aperta sulla campagna non si sgorgono fari accesi, nè altre fonti luminose. Boh…
Il cane seguita ad abbaiare.

Eh eh… magari qualcuno è andato in camporella a trombare nel fresco della notte estiva e s’è trovato impantanato per benino. Ma figurati se nel 2008 c’è ancora qualche fesso che non s’accorge del pantano!

Passa qualche minuto di continuo fuorigiri del motore, che i miei dubbi diventano certezze, allorquando sento una stridula voce femminile che urla: “Sei un coglioneeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!”

Ok! Due idioti impantanati in camporella!

Che faccio? Sto qui ad aspettare che se ne vadano o provo ad aiutarli?
Se io mi trovassi in quella situazione mi sentirei imbarazzato da morire al pensiero di qualcuno che viene a tirarmi fuori. No, dai, non vado…
Però, di sicuro da là non escono da soli.
Il cane abbaia, il motore continua a girare a vuoto, la tizia continua ad insultare… No, non ho voglia di passare la notte così!
Decido di scendere per capire cosa io possa fare.
Poco distante è parcheggiato il trattore dell’azienda agricola, con le chiavi lasciate sul quadro comandi.
Vado? Non vado? Vado? Non vado?
Alla fine propendo per l’intervento: ci sarà da divertirsi.
Salgo sulla motrice, metto in moto il trattore e mi porto dietro una corda.

Una volta sulla strada in terra battuta che porta ai campi, mi rendo conto che c’è una macchina poco distante infilata nella sterpaglia, ma a fari spenti. Mi accorgo dei fenomeni solo perché la lucetta di cortesia all’interno dell’abitacolo è accesa.
Con circospezione mi avvicino, fino ad arrivare all’altezza dell’automobile impantanata. Una Fiat Punto, con l’avantreno anteriore immerso nel pantano: non posso fare a meno di ridere.

Un tipo con solo i boxer (scuri con i disegnini dei Simpson….) e una camicia sbottonata addosso mi si avvicina, peraltro un po’ sospettoso, se non imbarazzato.
Ehi… siamo rimasti impantanati“, mi grida, gesticolando.
No, idiota! Tu ti sei tuffato nel pantano! E’ diverso“, penso tra me e me: non glielo dico, ma la mia faccia esprimeva proprio quel concetto lì.”
Ma non ti sei accorto che oggi pomeriggio è piovuto a dirotto per tre ore?” gli chiedo subito dopo, senza aspettarmi una risposta intelligente.
Si, si, ma conosco queste strade e so che non c’è pericolo di impantanarsi“, mi ribatte, mentre cerco di incrociare lo sguardo con la tipa che non si schioda dal sedile della macchina.
A quanto pare, vista la situazione, il pericolo c’è“, gli obietto io, mentre scendo dal trattore e lego la corda al gancio di traino per tirarli fuori da lì.

Con il trattore, basta una sgasata di tre secondi per completare l’opera e riportare la Fiat Punto sulla strada battuta. Solo a quel punto lei scende dall’auto: tipa abbastanza carina, minigonna e camicia semisbottonata, capelli arruffati, anello all’anulare (lui non ha alcun anello)…
Mi si avvicina, mi ringrazia (lui neanche a pagarlo mi ha ringraziato) e arriva a chiedermi se “visto che abito a pochi chilometri da qui, non è che puoi portarmi a casa tu, che questo coglione non sa nemmeno guidare?”

Nasce una discussione tra i due, mentre io slego la corda dal gancio di traino e rimetto tutto a posto sulla motrice. “Ragazzi, io capisco che quando ti prende, ti prende, ma se volete la prossima volta che i campi sono allagati dalla pioggia io vi libero lo spazio sotto il porticato di casa mia e vi appartate lì, che almeno siete all’asciutto“, butto lì io ammiccando.

Risatina imbarazzata da entrambi, che paiono essersi riappacificati.
Tanti saluti e tutti a casa. Almeno: io torno a casa, loro non so.

Risalendo in camera, penso al business che potrei metter su affittando il mio porticato: il posto si presterebbe perfettamente all’uopo! Lo chiamerei, “il Paradiso della camporella!”

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Mandi

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~ di fran su 14 Luglio 2008.

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