Aci: “Incidenti stradali costano 35 miliardi”. Un’ipocrisia collettiva!

Nella rassegna stampa di oggi, m’è balzata agli occhi questa notizia.
Riporto qui:  “È quantificabile in 35 miliardi di euro all’anno il costo sociale degli incidenti stradali, pari al 2,5% o al 2,6% dei pil. Tra le principali cause dei tanti incidenti la guida sotto l’effetto di alcool e droghe, l’alta velocità, una scarsa educazione stradale, che “compartecipano” ai 652 incidenti stradali che, in media, si verificano ogni giorno in Italia provocando la morte di 16 persone e il ferimento di altre 912 e nel 2006 sono stati rilevati 238.124 incidenti, in lieve diminuzione (-0,8%) rispetto al 2005. È quanto emerge dal XVI “Rapporto Automobile 2008″ realizzato dal Censis per l’Aci e presentato oggi“.

Sono dati, freddi numeri, statistiche inequivocabili.
Riguardo all’automobile, alla sicurezza, attorno alla cultura dell’autoveicolo, credo che si sviluppi una delle più grandi ipocrisie generalizzate della nostra società. Prezzi dei carburanti alle stelle, un numero impressionante di morti sulle strade, ingorghi ovunque: eppure, le automobili corrono sempre di più, la gente si muove in automobile sempre di più e nessuno fa nulla per cambiare l’inerzia.

Pochi giorni fa, sono andato in bicicletta sui luoghi delle code verso il mare, fiumi di macchine incolonnate per raggiungere i pochi centimetri quadrati di spiaggia libera nel weekend delle località balneari vicino a casa mia. La definirei un’esperienza traumatica. E se è stata traumatica per me che ero lì in visita e dotato di due ruote per scappare velocemente, figurarsi per chi si trovava incastrato tra decine di chilometri di lamiere e gas di scarico (perché le auto erano in moto per far funzionare i climatizzatori, ovviamente).

Da parte mia, posso solo augurarmi di non scadere nell’ipocrisia più totale pure io!
Spirìn ben!

Mandi

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~ di fran su 26 Giugno 2008.

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