Italia = Cumulo di Tafazzi ignoranti

Italia, un paese di Tafazzi ignorantiL’Italia è una Nazione senza identità, senza cultura. Soprattutto, senza più quella consistenza socioculturale che ha caratterizzato gli anni dell’immediato dopoGuerra e che negli ultimi decenni è evaporata. Non esiste più un’identità nazionale. L’Italia è in balia del commercio internazionale. L’Italia è una puttana che si vende neanche al miglior offerente, ma piuttosto al primo che capita, salvo poi tradire anche questo e girarsi e voltarsi secondo logiche uterine. L’Italia subisce l’anarchia politica e culturale. Offro una cena a chiunque smentisca questi assunti.

Domanda: perché siamo arrivati fino a tal punto?

Lassismo sociale? Si.
Menefreghismo generale? Si.
Scelte politiche sbagliate negli anni Sessanta e Settanta? Si.
Scelte sbagliate negli anni Ottanta? Si.
(Non) scelta di mettersi in posizione pecorina a favore dell’Europa negli anni Novanta? Si.
Scelta di rimandare ogni soluzione drastica al domani, provando a mettere dannose pezze alle situazioni critiche che si sono susseguite negli anni? Si.
Disinteresse sociale di ogni amministratore che s’è ritrovato in posizioni di comando? Si.
Pigrizia? Si.

Di chi è la colpa? Mia.
Colpa nostra. Non mi si venga a dire che è colpa di altri, perché abbiamo sbagliato ogni tipo di scelta. E l’abbiamo fatto consapevolmente, perché proviamo una strana soddisfazione nel metterci nei guai. E continuiamo a farlo perché a qualcuno di noi, a qualcuno di noi italiani, conviene trovarsi in questa situazione e pazienza se l’Italia va a rotoli. Tanto gli italiani non muovono un dito.

Trovandomi di fronte a una situazione negativa, sento il bisogno di risolverla.
E come si risolve una situazione negativa? Comprendendone la consistenza e cercando di andare alla radice del problema, per estirparla.

Non abbiamo più identità culturale e sociale?
No!
Quindi, prima di reagire, occorre creare un’identità nazionale basata su fatti concreti.
Inutile lamentarsi, inutile sbraitare se manca il carattere di fondo: è tempo perso.

Come creare identità nazionale? Insegnandola!
Chi la deve insegnare? La scuola, che negli ultimi anni ha assunto sembianze ridicole, quando non dannose.

Ormai a scuola s’insegna di tutto, tranne tre materie secondo me fondamentali.
ITALIANO.
STORIA.
ARITMETICA O MATEMATICA.

Qualcuno può obiettare che nella realtà, a scuola queste materie s’insegnano.
Cazzate! Non s’insegnano!

ITALIANO.
Fin dalle prime classi delle scuole elementari, quindi a bambini che ancora non sanno esprimersi, s’insegnano lingue straniere: si sa che è importante sapersi esprimere nell’àmbito internazionale.
Prima cagata colossale! Si insegni l’italiano. Si insegni a pensare, a parlare, a scrivere, ad esprimersi in italiano. Poi, assunto questo, si pensi alle lingue straniere. E se uno straniero viene in Italia e vuole parlare con me, tale straniero prima impara l’italiano, poi parla con me.
Se andiamo all’estero, nessuno preventivamente impara l’italiano per accoglierci. Dobbiamo sempre adeguarci.
Osservo bambini, ragazzini, finanche adolescenti o giovani adulti che parlano come se stessero scrivendo un sms… Incomprensibili. Non parlano in italiano.
Nessuna Nazione può mai pensare di essere tale senza la capacità dei propri cittadini di comprendersi e di parlare una lingua comune.
Ci lamentiamo che l’attuale Governo sia un’accozzaglia di personaggi figli di espressioni politiche distanti e non compatibili tra loro. Ebbene: l’attuale Governo è nient’altro che la fotografia dell’Italia, dove, cito un esempio qualsiasi, se un altoatesino parla, un siciliano non lo può comprendere (e viceversa). Chiaro che al momento di decidere, l’Alto Adige fa i suoi comodi e la Sicilia fa i propri, senza far lo sforzo di condividere programmi ed idee: le due regioni non riescono neppure a parlare tra loro, come si può chiedere loro di interagire socio-politicamente?
Alla fine, l’Italia, che dovrebbe unire Alto Adige e Sicilia, nella realtà non funziona.
Per forza!

STORIA
Mi vien davvero da ridere (riflesso condizionato per non piangere) quando sento chi si lamenta di come stiano andando i tempi moderni. Rido quando sento chi pronuncia la fatidica frase “si stava meglio, quando si stava peggio”.
La vera frase da ripetersi e il vero principio da assumere e rispettare fino alla nausea è in realtà un altro: chi non vuole ricordare il passato è sempre costretto a riviverlo.
Significa che la storia si ripete sempre e chi non riesce ad imparare dalle situazioni e dagli errori già commessi, piuttosto che lamentarsi della vita grama, dovrebbe lamentarsi della propria stupidità.
Errare humanum est, perseverare autem diabolicum!
Commettere errori è umano, ma perseverare nell’errore è diabolico.
Questa frase ce la ripetiamo spesso, ma mai nessuno la rispetta sul serio!
Si studi sul serio la Storia e s’impari che l’umanità ha ciclicamente già vissuto ogni situazione che stiamo vivendo ora.
OGNI SITUAZIONE.
Cambiano i mezzi, cambiano forse (ma non sempre) i soggetti, ma le situazioni e spesso i luoghi sono sempre gli stessi, dall’alba dei tempi.
Dominazioni, Guerre, invasioni politiche, intrecci commerciali, tradimenti, amicizie, terremoti, scandali, scelte amministrative, rivoluzioni, lavoro, diversità di casta, elezioni, informazione, potere sovrano, religione, furti, sesso, rivendicazioni sociali, cambiamenti climatici, paura che il mondo finisca presto, valutazioni sbagliate, politica, inciuci, ricchezze e povertà, guerre civili, piaghe, pesti, grandi riconoscimenti…
TUTTO E’ GIA’ SUCCESSO!
Eppure ogni volta che succede qualcosa, è come se fosse la prima volta. Soprattutto quando si dovrebbe comportarsi diversamente e invece succede che ci comportiamo sempre allo stesso, sbagliato, modo. Per forza! Non si conosce (o non si vuole conoscere) la storia!

ARITMETICA (o matematica).
I bambini non fanno più calcoli! Ci pensa il computer. Le persone non fanno più calcoli! Li fa il commercialista, se proprio serve.
Non sanno più fare due più due, nè la loro mente è più portata a capire che quattro è il risultato di due più due. Semba un’ovvia stupidata, ma non lo è: è un concetto più profondo e ricco di sfaccettature di quello che pare di primo acchìto.
Voglio questo! Voglio quello! Non sono più abituato a capire che l’avere una cosa presuppone una serie di situazioni che, nella realtà, non interessano nell’immediato, ma hanno ripercussioni spesso negative più in là nel tempo.
Se i bambini non sanno far calcoli, come si può spiegare loro che la vita sarà sempre più complicata proprio perché non si compiono neppure le più semplici operazioni?
Il problema è gravissimo. E genera, per esempio, l’impossibilità di comprendere che se un chilo di pane oggi costa 1 euro e domani costa solo un’inezia in più, per esempio 1,1 euro, l’aumento del 10% è una follia, non un piccolo aumento fisiologico!
Poi, per esempio, in questa realtà poco filomatematica proliferano personaggi che inducono al credito al consumo! Pirla! Fai due calcoli e comprendi che il credito al consumo di porta alla rovina!
Oppure, faccio l’esempio di un problema che mi sta toccando in prima persona: se ci saranno negli anni sempre meno italiani e l’aspettativa di vita sarà sempre più lunga, come faranno i pochi italiani che rimangono a pagare la pensione al sempre maggior numero di italiani che ne godrà?
Si, ma tanto il Governo sta alzando l’età pensionabile! Fai due calcoli, idiota! E capirai che non serve a nulla alzare l’età pensionabile!

Dunque?
Qual è il problema dell’Italia?
Vallettopoli? Telecom? Alitalia? La missione in Afghanistan? La Juve che ruba scudetti? Il Governo che alza le tasse? I cinesi che mettono a ferro e fuoco le vie di Milano? I rifiuti che intasano le vie del Paese più ricco di storia e di monumenti del mondo? I vecchietti che vivono con 400 euro al mese di pensione mentre ci sono top manager che portano al fallimento grandi aziende e poi se ne vanno con liquidazioni da milioni di euro? L’effetto serra che sta alzando il livello dell’acqua che inghiottirà i nostri litorali? La Tav e le grandi opere pubbliche sul nostro territorio?
Questi sono i nostri problemi?
Se conoscessimo l’Italia, se sapessimo la storia e riuscissimo a far calcoli, ci renderemmo conto che tutto ciò è già successo!

Il vero problema dell’Italia è che siamo ignoranti!
E finché non risolviamo questo problema (ammesso di averne voglia), tutto sarà sempre sbagliato!

Mandi

.

~ di fran su 14 Aprile 2007.

2 Risposte to “Italia = Cumulo di Tafazzi ignoranti”

  1. [...] anni: la situazione non è cambiata. Al solito, la memoria storica e la capacità di ragionare (clicca qui) sono frivole e fallaci. E, sinceramente, le rogne ce le andiamo masochisticamente a [...]

  2. quoto ogni parola,anche le virgole!

Lascia una Risposta