Pillola di Tavcar

•20 Agosto 2008 • Nessun Commento

La cosa più difficile nella pallacanestro è giocare facile

 

A dire il vero…

•20 Agosto 2008 • Nessun Commento

Chi ha attaccato per primo?
La Russia ha attaccato la Georgia, oppure la Georgia ha fatto una razzia etnica in Ossezia del Sud?
I duemila morti di cui si parla nella capitale sud-osseta Tskhinvali sono opera dei russi o dei georgiani?

Forse, magari, a dire il vero hanno iniziato i georgiani, (peraltro in tregua olimpica, sempre che questa abbia un valore pratico)…

Una guerra è sempre sbagliata, da qualsiasi parte si guardi, perché ci rimettono sempre coloro che non possono difendersi.
Però, a dire il vero, è comunque sempre meglio raccontarla giusta.

 

Mandi

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La lunga vita della zanzara tigre

•20 Agosto 2008 • Nessun Commento

Ormai chiunque conosce la famigerata e rompiballe zanzara tigre: negli ultimi anni abbiamo assistito a un continuo crescendo dell’interesse mediatico attorno a questa specie. L’Aedes Albopictus s’è stanziata anche dalle mie parti con suo sommo piacere e con grandi rogne da parte dei cittadini.
Devo comunque essere sincero: pensavo peggio! L’amministrazione comunale ha puntualmente assolto al proprio compito di sviluppare dei trattamenti antisettici, così da bonificare la zona. Il territorio, ricchissimo di corsi d’acqua, di stagni, di acquitrini, di fossi, di fontane, si presta benissimo all’insediamento di questa insopportabile zanzara. E, a parte qualche giornata di difficoltà, ammetto che non ho avuto particolari problemi.
Le zanzariere di casa mi hanno permesso sempre sonni decisamente al riparo da attacchi di qualsivoglia insetto. Il basilico e le essenze cresciute sui vasi delle finestre del piano terra hanno garantito una efficace barriera naturale alle zanzare. I girasoli e i fiori del giardino hanno (per fortuna) richiamato molte api, a contendere l’etere alle tigri dell’aria.
Insomma… tutto tranquillo.

Stamattina, però, una zanzara tigre pare avermela giurata a nome di tutta la sua specie: non mi ha dato tregua per oltre un’ora. L’ho scovata nel mio studio, ho provato ad ucciderla subito, ma non ci sono riuscito. Ho provato ad attirarla con della frutta, ma non è cascata nel mio tranello. L’ho finanche sfidata, offrendole, inerme, interi pezzi di pelle su cui posarsi, per poi intrappolarla e schiacciarla alla prima occasione utile.
Niente di tutto ciò m’è riuscito.
Ha volato attorno al mio corpicino per un bel po’, quasi con aria di sfida. Ogni volta che mi avvicinavo per attaccarla, scappava dal mio raggio d’azione, posandosi poi poco distante. A un certo punto, ho pensato che a mali estremi debbano sempre corrispondere estremi rimedi: tant’è che mi sono spruzzato un po’ di autan addosso e ho atteso gli eventi.
Ebbene, nonostante la nauseante essenza alla citronella della lozione antipuntura, l’essere bianconero striato s’è posato sul mio bicipite. L’ho guardata per un attimo quasi inebetito: com’era possibile che riuscisse a sopportare quell’odore? Non contento, le ho fatto un’ulteriore doccia con l’autan, ma la zanzara ha resistito.
Li mi è scattato qualcosa dentro: uno spirito competitivo contro la zanzara che mi ha portato a volerla annientare. Probabilmente rincoglionita dalla doccia d’autan, la zanzara non riusciva a muoversi e io ho sfruttato l’occasione per colpirla con inaudita violenza, dimenticandomi anche del dolore che mi stavo procurando poiché l’insetto volante era pur sempre appollaiata sul mio bicipite.
Niente da fare: viveva ancora.
Altro autan, altra scoppola, l’ho addirittura spazzata via.
Finita sul tavolo, però, s’è rotolata su se stessa per un po’ e poi ha ripreso, seppur incertamente, il proprio volo. L’ho inseguita. Altra spruzzata d’autan, l’ho schiacciata con un vocabolario da 1300 pagine. E ancora viveva!!! Spargeva sangue dappertutto (fa impressione vedere il sangue che sgorga da quegli esserini, anche se quello stesso sangue potrebbe anche essere quello che ha succhiato a me), ma non voleva saperne di andarsene al creatore.

Fintantoché, roteando attorno al proprio asse, s’è lasciata cadere a terra esausta.
Per non sbagliarmi, l’ho schiacciata ancora e poi l’ho pure bruciacchiata con la fiamma dell’accendino.
Mi sono sentito come un personaggio di quei film dell’orrore, ma l’aver vinto una strenua battaglia con quell’esserino mi ha fatto comprendere il motivo per cui le zanzare tigre stanno popolando mezzo mondo. Hanno una resistenza clamorosa e capacità di adattamento senza pari alle varie condizioni, anche quelle più complicate.

Neanche i nostri politici sono così risoluti nel conservare la propria esistenza…

Mandi

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Meravigliosa Yelena!

•18 Agosto 2008 • Nessun Commento

 

 

 

Talento, determinazione, grazia, precisione, femminilità, personalità, un sorriso meraviglioso…
Un record del mondo nel salto con l’asta che vale l’ingresso tra gli sportivi immortali.
Yelena Isinbayeva è, come Valentina Vezzali, un’atleta che merita l’Olimpo sportivo.

Bisteccone forever

•18 Agosto 2008 • Nessun Commento

Non potevano essere delle Olimpiadi degne di nota se non avessi avuto almeno una volta la possibilità di ascoltare il grande Giampiero Galeazzi esaltarsi in tivù per una gara di canottaggio nella quale sia impegnato un equipaggio italiano.
Puntualmente, il “quattro di coppia” ha centrato un’eccellente medaglia d’argento a Pechino 2008, dimostrando che la tradizione dei canottieri italiani è tra le più vincenti al mondo e il mitico “Bisteccone” ha potuto almeno una volta scaricare tutta la sua competente adrenalina dialettica, iniziando ad urlare, ad incitare, a mangiarsi le parole, a grugnire, a parlare in una lingua francamente incomprensibile, ma trascinante, quasi orgasmica…

“E andiamo… E dai che prendiamo una medaglia… E vai… Grandi! Italia d’argento… E andiamo! La Polonia è davanti, ma l’Italia tiene… Attenzione alla Francia in acqua tre, ma gli azzurri stanno andando! 40 colpi al minuto… Andiamo! Andiamo…”

Un sentito ringraziamento va all’equipaggio azzurro, formato da Luca Agamennoni, Rossano Galtarossa, Simone Raineri e Simone Venier, davvero bravi. Atleti veri, esemplari. L’entusiasmo di Bisteccone Galeazzi è la più efficace conferma del loro ottimo risultato.

Mandi

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9″69

•16 Agosto 2008 • Nessun Commento

Usain Bolt.
9″69
nove secondi e sessantanove centesimi sui 100 metri, con 41 passi.
Ai settanta metri stava già facendo le boccacce, battendosi il petto in segno di gioia…
Questo ragazzo qui non è umano!

Non ha proprio niente di umano. E’ una clamorosa combinazione di doti fisiche ed atletiche, che gli consentono di raggiungere elasticità e velocità fuori da ogni norma.

MIchael Phelphs è un fenomeno, però è un uomo normale, soprattutto un eccellente atleta con una determinazione feroce.
LeBron James è un fenomeno, Jonah Lomu è un fenomeno, Valentina Vezzali è un fenomeno, ma sono tutti uomini. E battono record con la forza dell’impegno e della grinta sportiva. Bubka, la Isimbayeva, la Kostadinova, Lance Armstrong… Uomini.

Questo Bolt qui non so…
Non fa alcuno sforzo per raggiungere quelle velocità!

Sono davvero impressionato.
IMPRESSIONATO!!

aur furlan

•14 Agosto 2008 • Nessun Commento

Mattinata frizzante, facendo tifo da stadio per Chiara Cainero, impegnata nella gara femminile skeet di tiro a volo alle Olimpiadi di Pechino 2008. E dopo la meravigliosa Valentina Vezzali, un’altra azzurra ci regala una gioia immensa.
Peraltro, per quanto riguarda Chiara sono clamorosamente di parte, trattandosi di ragazza friulana, cresciuta nel club di tiro a volo a pochi chilometri da casa mia.
E in questi casi, è facile sentirsi ancora più partecipi, quantomeno sotto l’aspetto emotivo, di questa fantastica medaglia d’oro.
Una gara di skeet appassionante, complicata dalla pioggia, decisa dai dettagli, da seguire con il cuore in gola, soprattutto nelle fasi finali.
Un titolo olimpico che, al di là del tifo sfegatato, Chiara si merita su tutta la linea.
Emozionante!

Mandi

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Incantato da Valentina

•11 Agosto 2008 • Nessun Commento

Terzo oro olimpico individuale nel fioretto, quinto oro compresi quelli a squadre e sesta medaglia a cinque cerchi, quattordici tra titoli mondiali ed europei. Il tutto offerto da una personalità deliziosa, una determinazione sempre puntuale e da una semplicità invidiabile.

Sono incantato da Valentina Vezzali, una delle più grandi atlete di tutti i tempi in ogni sport!

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(p.s.: sono comunque contento anche per il bronzo della Granbassi e il quarto posto della Trillini, a conferma di una scuola senza pari nel mondo)

Sergio Tavcar the original - Live for Pechino 2008

•8 Agosto 2008 • 2 Commenti

Metti un pomeriggio estivo qualsiasi, mentre fuori piove a dirotto e non ci si può muovere? Che fare? Ovviamente ci si piazza davanti alla tivù, a seguire la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Pechino. Solo che invece che sintonizzarmi sulla Rai o su altri canali del mondo, ho deciso di fissarmi su Tele Koper - Capodistria. Perché? Ovvio… Sergio Tavcar dietro al microfono! Invece di addormentarmi come succede sempre in questi casi, sono rimasto vispo ed attento come mai di fronte a una cerimonia d’apertura.

Di seguito, ecco alcune pillole di genio dialettico del grande Sergio.

I tedeschi? 72 anni fa avrebbero avuto dei problemi, ma per fortuna sono passati 72 anni e adesso sono normali.

I portabandiera che giocano a basket? Ce ne sono cinque: Jasikevicius, Ginobili, Kirilenko, Nowitzki e Yao Ming. Date a noi un quintetto così e vinciamo il torneo.

Il Mali è una nazione sub-sahariana, anzi.. proprio sahariana del tutto e, come vedete, le donne si difendono decisamente molto bene in quanto a bellezza.

Ecco la grande ginnasta messicana. Avete presente l’alzatrice di pesi samoana di prima? Ecco, è tutto il contrario.

Quando gli australiani vincono una medaglia d’oro, chi vi parla è sempre molto, molto, molto contento, perché hanno cultura sportiva.

Attenzione, c’è un momento di buco perché entra la Cina. Ciuuùn wooooooooooo arriva la Cina!

Siamo italiani, ma questa qui proprio non ho capito chi sia.
(era Manuela Di Centa, inquadrata dalle telecamere durante il passaggio della squadra azzurra, ndr)

Ma dove sono le mariachi mujer messicane? Non riusciamo mai a vederle…

Non si può neppure parlare di cento per cento, ma con mille figuranti è statisticamente impossibile che tutti facciano il movimento giusto e perfetto. Ma questi cinesi, si!

I cinesi? Sono la nazione nel mezzo tra il cielo e tutti gli altri nel mondo.

Gli australiani sono rimasti fregati dall’alfabeto cinese e sono entrati quasi per ultimi. Adesso capiscono cosa dovevano sopportare gli atleti della vecchia Yugoslavia, dopo i quali entravano quelli della vecchia Urss.

Uhm… la miss che porta il cartello China dovrebbe essere inquadrata più da vicino!

I Greci inventarono le Olimpiadi e avevano l’imbarazzo della scelta su cosa raccontare. Qui siamo in Cina, culla di cultura, dove hanno inventato di tutto, dalla polvere da sparo agli spaghetti, quindi anche loro ne hanno da raccontare.

Mi chiedo come si faccia a tenere una bambina appesa a quattro fili in mezzo allo stadio per tutta la cerimonia.

Per noi che siamo abituati a Mozart, le musiche pentatonali asiatiche sono una roba straziante.

Ehi? Che succede? Non funziona una telecamera ai precisissimi cinesi??  Incredibile! Inaudito! Beh, ma comunque contrariamente ai giapponesi che hanno tutta una serie di influenzamenti storici, i cinesi non hanno tendenze suicide se qualcosa non va e per questo sono destinati a comandare il mondo.

Ecco la delegazione giamaicana: i caraibi sono un posto dove uno che non corre i cento metri in 10 secondi netti è un povero sfigato.

Il portabandiera del Madagaskar è il grande pugile Soloniaina Razanadrakoto: uno che ha un nome corto per essere un malgascio.

Ecco gli atleti di San Marino. Certo, se uno non è delle nostre parti, fa fatica a capire dove sia San Marino, difatti i cinesi dentro lo stadio se lo stanno chiedendo. SànMalìnooooo….

Ed ecco, signore e signori, la delegazione di Nauru, un’isola subtropicale della Micronesia polinesiana di 20 chilometri quadrati. In pratica 4 chilometri per 5…

Beh, siamo riusciti a tradurre in contemporanea il discorso di Yu Chi, il sindaco di Pechino e presidente del comitato olimpico e terminando come loro.

Vediamo se riconosciamo qualcuno degli americani. Forse c’è qualche giocatore della Nba, ma onestamente non ne riconosciamo neppure uno perché la Nba non ci piace e non la seguiamo.

Quando si è alzato il globo high-tech e soprattutto high-risk considerando i ballerini che ci ballavano sopra, ha cantato anche un noto professore autore di sigle televisive di grandi programmi come la fiction “un cinese a New York” e una famosa soprano britannica Sarah Brightman, solo che evidentemente non è tanto famosa da essere conosciuta anche dal sottoscritto. Sarà forse quella che ha cantato con Bocelli davanti alla statua della Libertà?

Questi 40 bambini cinesi che cantano l’inno delle olimpiadi in greco ci hanno messo 40 giorni per imparare le parole…

Ecco il giuramento da atleta della rappresentante cinese: avrebbe potuto tranquillamente anche dire “ci doperèmo tutti come primati”, ma ci fidiamo che abbia detto le cose giuste.

Ecco la cerimonia del lancio dei piccioni, si, insomma, la liberazione delle colombe della pace. La prima volta che si fece fu ad Anversa nel ‘20. A Città del Messico, appena in volo, andarono a bruciarsi sui fili dell’alta tensione.

Questa è una famosissima takewondista cinese: bisognerebbe essere almeno in due per attaccarla di sorpresa, per non incorrere in brutte sorprese!

Li Ning vola, fa tutto il giro dello stadio sospeso alla sua imbragatura che speriamo sia molto, molto forte… Meraviglioso, inedito, mai visto ed inatteso.

Usare le tecnologie fini a se stesse come fanno gli americani lascia il tempo che trova…

Eh… in fatto di giochi di fuoco i cinesi bisogna lasciarli stare! Arde il tripode! Speriamo che i politici che mèstano nel torbido abbiano smesso di blaterare.

 

Aggiungo una chiosa: una cerimonia d’apertura un po’ lunghetta, ma con un finale davvero emozionante e da pelle d’oca, inatteso e spettacolare, da mozzare il fiato e coinvolgente. Buona Olimpiade a tutti.

Mandi

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chiuso per ferie

•31 Luglio 2008 • Nessun Commento

Mandi mandi, si cjatarìn indenant une vòre!

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Non dirmi che sono un guerrafondaio…

•31 Luglio 2008 • 1 Commento

Violenza, tradita dal branco di 7 amici: tutti studenti universitari, fermati.

Violentata dal branco. Da sette ragazzi che avevano trascorso con lei un venerdì sera come tanti, tra i soliti locali e i soliti divertimenti di sempre. Un incubo finito solo all’alba di sabato quando lei, una ragazza fiorentina di 22 anni, è riuscita a chiamare un amico e a raccontare tra le lacrime quello che era appena successo. Adesso la ragazza ha presentato una denuncia in questura su quanto accaduto. Le indagini della squadra mobile, coordinate dal pm Pietro Suchan, stanno cercando di dare un nome a tutti i ragazzi che avrebbero preso parte alla violenza. I sette giovani sono già stati fermati e identificati: sono tutti studenti universitari tra i 22 e i 25 anni.

Serve certezza della pena.
In tali casi, propongo la sterilizzazione chimica dei sette e di tutti coloro che si rendono protagonisti di gesti simili.
Non dico di mettersi nei panni della ragazza: è impossibile sapere cosa stia provando, anche se sono sicuro che non è nulla di piacevole. Prova a metterti nei panni del padre o della madre della ragazza, che magari è qualcosa di più facile da fare: come ti sentiresti se tua figlia subisse una vigliacca e subdola violenza di questo tipo?
Non sono un guerrafondaio, ma sono sicuro che senza la certezza di una pena che sia davvero tale, sarà impossibile fare qualcosa di concreto in tal senso. E se io fossi nei panni di quel padre, vorrei essere io in persona a castrare quelle bestie (altro che studenti universitari di famiglie bene…).
E’ ora di finirla, bisogna educare le persone a pensare e a ragionare prima di commettere tali atti. Altrimenti, anche 20 anni di carcere, ammesso che vengano arrestati davvero, non sono sufficienti dal punto di vista sociale.

Mandi

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#um€ri strambi

•31 Luglio 2008 • Nessun Commento

4,1 per cento

QUATTRO VIRGOLA UNO PER CENTO!

L’inflazione a luglio è salita al 4,1 %….

Colpa del caro-petrolio, dicono tutti gli esperti. Un caro-petrolio che comporta l’aumento esponenziale ed incontrollato di ogni attività produttiva, in primis quella agricola, tanto che la pasta è aumentata in un anno del 25%. Una famiglia di 4 persone, padre-madre-due figli paga quest’anno un piatto di pasta come se avesse un figlio in più da sfamare…

Caro-petrolio…

Maccheccacchio!!! Ma qualcuno mi spiega perché diavolo abbiamo le nostre truppe e i nostri soldati in Iraq da ormai 20 anni e il petrolio costa sempre di più?

Mandi

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Riccò? Semplicemente, no comment! Non ne vale la pena.

•31 Luglio 2008 • Nessun Commento

Riccardo Riccò ha confessato: ha preso la Cera, l’Epo di terza generazione, durante l’ultimo Tour de France. Ad ammetterlo davanti ai giornalisti è lo stesso corridore, appena uscito dall’interrogatorio, durato circa un’ora, davanti alla Procura Antidoping del Coni.
Ho ammesso le mie responsabilità, l’errore è stato mio e soltanto mio. Ho rinunciato alle contranalisi. In questo momento penso anche al personale della squadra e ai miei compagni che hanno perso il lavoro per colpa mia. Dopo il Giro d’Italia, non avevo in programma di fare il Tour. Ero stanco di testa e fisicamente. E ho preso questa sostanza (l’Epo di terza generazione, ndr). È stato un errore di gioventù. Ma al Giro ero pulito. Poi il mercoledì prima di partire… Non posso dire però, perchè c’è un procedimento in atto, dove me la sono procurata. Al Tour ho fatto un sacco di controlli: due sono risultati positivi, ma tutti avrebbero dovuto esserlo. Evidentemente il metodo non è buono al 100 per cento perchè il prodotto dura un mese. Avere ammesso i miei sbagli penso sia un bel gesto - prosegue Riccò -, mi spiace però per i miei tifosi per i quali adesso non sono più un modello. Adesso sono un modello sbagliato. Il messaggio che voglio mandare a chi crede in me, però, è che prima del Tour ho sempre vinto con le mie gambe. Adesso non ho voglia di tornare in bici, vedremo più avanti. Non sono andato a chiedere clemenza, avevo un peso e me ne sono voluto liberare. Non chiedo niente, ho fatto quello che mi sentivo“.

Rubino Riccò, padre di Riccardo. “Sono ancora più orgoglioso di Riccardo, perchè ammiro l’uomo che dopo aver sbagliato, riconosce l’errore. Ma Riccardo non era capace di procurarsi da solo questa sostanza. Il suo è un errore che ci dispiace, ma io stesso di errori ne ho fatti tanti in vita mia e ho sempre cercato di rimediare. Appena arrivato a casa, dopo l’interrogatorio in Francia, mi disse che aveva assunto queste cose in Italia. Ora spero che il gesto di Riccardo, non facile, aiuti il ciclismo, un mondo dove girano tanti soldi ed è ancora facile nascondersi dietro a un dito“.

Credo non ci sia nulla da commentare…
Anche se avrei preferito che Riccò avesse detto semplicemente qualcosa del tipo: “La colpa è mia, al giudice ho spiegato per filo e per segno chi mi ha fornito questa sostanza. Tolgo il disturbo”. E BASTA!
E papà Riccò poteva sinceramente lasciar perdere certe parole. Silenzio e pedalare! (senza ausilio di doping…)

Anche la più bella emozione sportiva, come quelle che mi ha indubbiamente regalato Riccò, non vale delle simili prese per il culo!

Mandi

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Vittime? Ma ne siamo proprio sicuri?

•22 Luglio 2008 • 1 Commento

Nel cuore e nei pensieri mi rimane solo un sentimento: la consapevolezza e, di conseguenza, il rispetto del grande dolore che stanno provando i genitori della ragazza di 16 anni morta in seguito all’assunzione di una pasticca di ecstasy, nel corso di un rave party al Lido di Venezia.
Nient’altro.

Per il resto, al solito, è scaturita la solita subdola campagna mediatica su scala nazionale.
Vittima? Secondo me fino a un certo punto. Credo sia il caso di non insistere troppo su tale concetto quando muoiono dei giovani a causa di ecstasy, ma anche alcool che causa incidenti sulle strade, tanto per fare un altro esempio di stretta attualità.

Sono dell’opinione che chi, conoscendo perfettamente i pericoli che provocano droghe, alcool ed affini, non rinuncia a provare l’ebbrezza del pericolo, più che una vittima sia un perfetto e molto stupido incosciente! E la responsabilità non può essere solo di quelle bestie che fanno circolare pasticche, o di quei proprietari di locali che “spacciano” alcool senza criterio. Quantomeno un concorso di colpa da attribuire alle cosiddette “vittime” deve esserci.

Già i pericoli sono tanti ed incombenti: penso alle strade, in primo luogo, ma anche alla sicurezza contro i crimini, in clamoroso aumento. Se poi uno va a cercarsele, allora è proprio un idiota! E’ ora di finirla di tracciare dei profili generalisti e pieni di luoghi comuni, che non risolvono il problema, ma, anzi, lo sperequano e basta.

Mandi

fran

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Presidente Napolitano, mi consenta…

•20 Luglio 2008 • Nessun Commento

Egregio illustre Dottor Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana

Le scrivo per chiederLe una legale concessione, con la speranza che possa valere come riserva di legge.
Le chiedo una chiara dispensa presidenziale per far valere l’ordine costituito nella mia località di residenza. Le chiedo la possibilità di utilizzare un bel fucile a doppia canna o un’arma da fuoco convenzionale e regolarmente registrata. Alla luce del recente decreto “Alfano” sull’immunità alle principali cariche dello Stato, Le chiedo un’estensione anche al mio riguardo: non per presunzione mia, sia mai!, ma per oggettiva necessità.
Non intendo con tali armi rendermi partecipe di alcun delitto efferato, né di atti di delinquenza ai danni della collettività onesta e rispettosa delle leggi. Le garantisco la mia parola al riguardo.
Intendo far valere l’ordine costituito contro le persone che, cazzeggiando alle due di notte sotto casa mia, si rendono protagonisti di schiamazzi, urla, chiacchiere ad alta voce che denigrano gli abitanti del luogo considerandoli “vecchi contadinotti che tanto sono già a dormire“.
Intendo far valere l’ordine costituito contro le persone che lasciano bottiglie vuote sui davanzali di casa mia e cicche spente nei vasi di fiori che ogni giorno coltivo per abbellire un luogo che altri disprezzano, considerando i ruderi che mi circondano.
Intendo far valere l’ordine costituito contro le persone che parcheggiano l’automobile sul mio passo carraio (per il quale pago regolarmente le tasse), impedendomi di uscire.
Intendo far valere l’ordine costituito contro i camionisti che, nonostante un espresso divieto, continuano imperterriti a transitare su strade a loro interdette, passando sopra a marciapiedi, schiacciando rosai con le ruote, spaccando i cordoli.
Intendo far valere l’ordine costituito contro le macchine che, nonostante l’espresso divieto di superare i 70 chilometri all’ora, sfrecciano a 120 all’ora, incuranti dell’incrocio che devono oltrepassare.
Intendo far valere l’ordine costituito contro i motociclisti che, in prossimità delle case, “sgasano” gratuitamente il motore della loro moto facendo parecchio baccano, senza averne alcun motivo tecnico o logico.
Intendo far valere l’ordine costituito contro i ragazzini che scorazzano in lungo e in largo, sedendosi in due o tre sullo stesso ciclomotore, ovviamente senza casco, riempiendo l’intera carreggiata della strada e impennando con gli stessi motorini per fare i bulli.

Individui come quelli che ho appena elencato, non possono essere considerati “fuori-legge”, perché per loro la legge non esiste. Proprio per questa ragione, egregio dottor Napolitano, Le chiedo la possibilità di usare delle armi da fuoco per estinguerli al più presto.
Bang bang: due colpi secchi e via.
Non è giusto che siano solo feriti, per dare ancora lavoro alle già oberate aziende sanitarie. Non è giusto che possano continuare a sporcare la cosa pubblica, costringendo gli operatori ecologici della municipalità a ulteriore lavoro per ripulire ciò che loro sporcano. Non è giusto che i cittadini come me debbano sopportare i casìni di lavori in corso o, peggio, di misure delimitanti transitorie o permanenti, per mettere delle pezze a ciò che distruggono, sia cosa pubblica, sia cosa privata.

Mi rendo perfettamente conto che Lei deve fronteggiare dei problemi ben più seri e rilevanti di quelli che posso lamentare io, umile individuo pagatore di tasse. Proprio per questo, è mia prioritaria intenzione sollevarLa da quest’ulteriore e, forse, fastidiosa incombenza. E non intendo occupare le preziose energie e il tempo delle Forze dell’Ordine di stanza nel territorio in cui risiedo. Le chiedo la possibilità di poterci pensare io, in maniera autonoma. Senza disturbare nessuno.

Presidente Napolitano. Glielo chiedo con il cuore: bang bang, due colpi secchi e via. Io continuerò a rispettare la legge che la Costituente ha espresso all’atto di nascita della mia Repubblica Italiana. Io continuerò a rispettare la libertà e i diritti degli individui, nella stessa misura in cui mi aspetto che anche gli altri individui rispettino la mia libertà e i miei diritti.

In secunda ratio, se il diritto di estinguere il mio prossimo non fosse legalmente possibile secondo la legge italiana (anche se a tal proposito vorrei che Lei ragionasse sul fatto che un qualsiasi automobilista scriteriato può uccidere chiunque, senza farsi un’ora di galera), Le chiedo altresì la dispensa presidenziale affinché io possa volontariamente e dentro i confini della legalità perpetrare a ognuno di quegli stupidi e maleducati imbecilli che Le ho citato poco sopra gli stessi problemi e fastidi che devo regolarmente subire io.
Le prometto e garantisco, in tal caso, che non sarà mai mia la prima iniziativa, ma mi adopererò solo ed esclusivamente in risposta a un fastidio, problema o torto da me subìto e doverosamente documentato, grazie ai moderni ritrovati della tecnica.

Certo di una Sua franca e solerte risposta, La saluto rispettosamente.

Cordialmente

fran